Prezzi instabili ed eccesso di offerta stanno mettendo sotto pressione la filiera lattiero-casearia, con ricadute pesanti sugli allevamenti. È necessario lavorare su trasparenza, strumenti per governare le eccedenze, una strategia stabile di valorizzazione del latte piemontese e delle produzioni DOP.
Il settore lattiero-caseario sta vivendo una fase di forte instabilità: l’oscillazione dei prezzi e l’eccesso di offerta stanno comprimendo i margini lungo tutta la filiera, con ricadute dirette soprattutto sugli allevamenti. In questo quadro, Piemonte Latte condivide con Confcooperative Fedagripesca Piemonte la necessità di affiancare misure immediate per ridurre l’impatto dell’emergenza a interventi strutturali capaci di riportare regole chiare e una prospettiva stabile al mercato.
Per la cooperativa, un nodo centrale riguarda la trasparenza dei riferimenti di prezzo: la volatilità della materia prima si riflette sui prodotti trasformati e rischia di mettere in difficoltà chi lavora su filiere territoriali, mentre dinamiche speculative possono spingere l’intero comparto verso una competizione al ribasso. Serve inoltre una gestione più efficace dell’equilibrio tra produzione e capacità di collocamento: quando le eccedenze non vengono governate, l’effetto domino sulle quotazioni si ripercuote su tutti gli anelli della filiera.
Piemonte Latte richiama anche il tema della chiarezza sull’origine della materia prima e della necessità di non creare squilibri che svalutano il lavoro di chi produce sul territorio. Parallelamente, è fondamentale costruire una strategia di valorizzazione del latte piemontese e delle eccellenze riconosciute, a partire dalle produzioni DOP, rafforzandone riconoscibilità e posizionamento sul mercato. Un’attenzione specifica poi va riservata alla zootecnia di montagna, presidio produttivo e sociale che nelle aree marginali subisce in modo ancora più netto le oscillazioni di mercato.
“La situazione si è aggravata negli ultimi mesi e oggi la priorità è difendere il lavoro degli allevatori e la tenuta della filiera. La cooperazione si è assunta una responsabilità concreta, continuando a trasformare e collocare anche le eccedenze senza scaricare scelte improvvise sui soci. Ora però serve un lavoro di filiera: regole più chiare, strumenti per governare i volumi e un percorso serio di valorizzazione del latte piemontese e delle nostre DOP”, commenta Roberto Morello, Presidente di Piemonte Latte.
